nucleare
Cos'è
L'energia nucleare sfrutta la fissione atomica per produrre calore, che viene poi convertito in elettricità tramite turbine a vapore. Le centrali nucleari non emettono CO₂ durante il funzionamento (ed in generale durante l'intero ciclo di vita, le emissioni rimangono basse rispetto alle altre fonti)[1], ma producono scorie radioattive che richiedono secoli di stoccaggio in luoghi appositi, il che costituisce un problema sia di sicurezza che di logistica. L'Italia ha operato quattro centrali nucleari tra il 1963 e il 1990: Latina, Garigliano, Trino Vercellese e Caorso.[5] Dopo il disastro di Chernobyl del 1986 e due referendum (1987 e 2011), il paese ha abbandonato il nucleare civile. L'Italia importa una quota significativa di elettricità da Francia e Svizzera, dove l'energia nucleare copre gran parte del mix produttivo, rendendo di fatto l'Italia un consumatore indiretto di energia nucleare.
Argomenti a confronto
ARGOMENTI A FAVORE
- Basse emissioni di CO₂ per kWh prodotto nel ciclo di vita completo, paragonabili all'eolico e inferiori al gas.[2]
- Alta densità energetica: occupa poco territorio rispetto al solare o all'eolico per la stessa potenza installata.
- Produzione continua (baseload), non dipendente dal contesto climatico o dal meteo.[9]
- Le tecnologie di 4ª generazione e gli SMR promettono maggiore sicurezza e scorie ridotte.[7]
- Riduzione della dipendenza energetica dall'estero e dai prezzi del gas.[8]
- Diversificazione del mix energetico come complemento alle rinnovabili intermittenti.[9]
ARGOMENTI CONTRO
- Le scorie ad alta radioattività rimangono pericolose per decine di migliaia di anni e l'Italia non ha ancora un deposito definitivo.
- I costi di costruzione sono molto elevati e spesso fuori controllo (es. Flamanville, Hinkley Point C).[6][11]
- I tempi di costruzione sono lunghi (10-20 anni), incompatibili con gli obiettivi climatici a breve termine.[12]
- Il rischio di incidenti, seppur basso in probabilità, può avere conseguenze territoriali gravissime (Chernobyl, Fukushima).
- Il problema della proliferazione nucleare: le tecnologie civili possono essere riadattate a scopi militari.
- Le rinnovabili + storage sono già più economiche del nucleare nuovo nella maggior parte degli scenari.[13]
Opinione pubblica
L'opinione pubblica è fluttuata in corrispondenza delle famose tragedie legate alle centrali nucleari di Chernobyl e Fukushima: prima di queste due tragedie, circa il 55% degli italiani era favorevole al nucleare, ma nel 2011 i favorevoli erano solo il circa 23%. Anche ora la maggior parte della popolazione sembra contraria.[10] La scarsa fiducia da parte dell'opinione pubblica è un problema imprescindibile per i favorevoli: anche se tutta l'evidenza scientifica del mondo li supportasse, senza un sufficiente supporto della popolazione è improbabile che le politiche pro-nucleare abbiano successo.
Storia e dati
L'Italia è stata tra i pionieri del nucleare civile in Europa, per poi diventare l'unico paese del G7 a rinunciarvi completamente.
1963
Prima centrale italiana: Latina
Entra in funzione la centrale di Latina, la terza centrale nucleare commerciale al mondo. Seguiranno Garigliano (1964), Trino Vercellese (1965) e Caorso (1978).
1986
Disastro di Chernobyl
L'esplosione del reattore n.4 della centrale di Chernobyl (URSS) provoca un'ondata di panico in Europa. In Italia il dibattito pubblico si radicalizza.
1987
Referendum: vittoria del NO
Gli italiani votano con oltre l'80% contro il nucleare. Le centrali vengono spente nei due anni successivi. L'Italia diventa il primo grande paese industrializzato a rinunciare all'atomo civile.
2009-2010
Tentativo di rilancio (governo Berlusconi)
La legge 99/2009 riapre la porta al nucleare, prevedendo nuove centrali. Il governo firma accordi con EDF francese e con il gruppo americano Westinghouse.
2011
Fukushima e secondo referendum
Il disastro della centrale giapponese di Fukushima Daiichi, seguito dall'ondata di maremoto del marzo 2011, riaccende le paure. Il referendum del giugno 2011 abroga le norme sul rilancio del nucleare con il 94% dei voti.
2023-oggi
Ritorno nel dibattito: SMR e fusione
Il governo Meloni riapre ufficialmente la discussione sul nucleare di nuova generazione. Viene istituita la piattaforma nazionale per il nucleare sostenibile (PNNS). Non è ancora stata presentata alcuna proposta legislativa concreta per nuove centrali.
Nota costituzionale:
Dal punto di vista costituzionale, l'energia rientra nella legislazione concorrente tra Stato e Regioni (art. 117 Cost.). Le Regioni hanno spesso espresso opposizione a ospitare centrali o depositi di scorie nel proprio territorio. Il problema della localizzazione del Deposito Nazionale dei Rifiuti Radioattivi - previsto dalla legge dal 2010 - non è ancora risolto.
Fonti e approfondimenti
Di seguito le principali fonti utilizzate per la redazione di questa pagina.
[1]
IPCC - Intergovernmental Panel on Climate Change
Valuta l'impronta di carbonio del nucleare come equivalente a quella dell'eolico nel ciclo di vita completo.
ipcc.ch
↑
[2]
IEA - Nuclear Power and Secure Energy Transitions (2023)
Il nucleare è una fonte di elettricità a basse emissioni, disponibile su richiesta, con emissioni di gas serra nel ciclo di vita estremamente basse, paragonabili all'eolico.
iea.org
↑
[3]
Confindustria-ENEA (2025) - "Lo sviluppo dell'energia nucleare nel mix energetico nazionale"
Stima che il nucleare in Italia genererebbe un ritorno economico pari al 2,5% del PIL e creerebbe circa 117.000 posti di lavoro. Costo SMR/AMR stimato tra 70 e 110 USD/MWh.
enea.it
↑
[4]
IAEA - Nuclear Power Reactors in the World
Dati sul funzionamento dei reattori civili e sulla fissione nucleare.
iaea.org
↑
[5]
Sogin - Società Gestione Impianti Nucleari
Decommissioning degli impianti nucleari italiani: Latina, Garigliano, Trino Vercellese, Caorso.
sogin.it
↑
[6]
Statista - Cost overruns of EPR nuclear reactors
Olkiluoto 3: da €3,2 mld a €11 mld; Flamanville 3: da €3,3 mld a €23,7 mld; Hinkley Point C: oltre €55 mld (più del doppio della stima iniziale).
statista.com
↑
[7]
World Nuclear Association - Small Modular Reactors
Gli SMR sono reattori inferiori a 300 MWe, progettati con fabbricazione in fabbrica e produzione in serie per ridurre tempi e costi di costruzione.
world-nuclear.org
↑
[8]
IEA - Net Zero Roadmap (2023 update)
Nello scenario Net Zero Emissions, la capacità nucleare più che raddoppia da 413 GW a 916 GW entro il 2050. Il nucleare è essenziale per ridurre la dipendenza energetica dall'estero.
iea.org
↑
[9]
IAEA - Five Reasons the Clean Energy Transition Needs Nuclear Power (2026)
Il nucleare fornisce elettricità continua (baseload) e complementa le rinnovabili intermittenti. La capacità nucleare globale potrebbe più che raddoppiare entro il 2050.
iaea.org
↑
[10]
Ipsos - Osservatorio "Gli italiani e l'energia" (2024)
Sondaggio: 81% degli italiani contrario al ritorno del nucleare (in crescita dal 75% di giugno 2024). Solo il 18% accetterebbe un sito a 10 km da casa.
ipsos.com
↑
[11]
Statista - Cost overruns of EPR nuclear reactors
Dettaglio sui costi di costruzione dei reattori EPR: Flamanville €23,7 mld (+720% dal previsto), Hinkley Point C oltre €55 mld.
statista.com
↑
[12]
World Nuclear Industry Status Report (2025)
Rapporto annuale indipendente: i tempi di costruzione delle centrali nucleari sono in media 10-20 anni, troppo lunghi per gli obiettivi climatici del 2030-2035.
worldnuclearreport.org
↑
[13]
Lund et al. (2026) - Energy Journal, "SLCOE"
Studio peer-reviewed: in un sistema energetico integrato, il costo del nucleare (€100/MWh) è superiore a quello di un mix eolico+solare (€46/MWh). Le rinnovabili + storage risultano più economiche nella maggior parte degli scenari.
sciencedirect.com
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