Nasce nel 1991 come Lega Nord, federazione di leghe regionali del Nord Italia (Lega Lombarda, Liga Veneta, ecc.) sotto la guida di Umberto Bossi. Il progetto originario è federalista e in alcuni momenti secessionista: la "Padania" come stato autonomo o indipendente.
Alle politiche del 1992, primo anno di presenza rilevante, ottiene il 8,7%. Ha fatto parte del governo Berlusconi I (1994) e Berlusconi II/III. Nel 2013, dopo scandali finanziari che coinvolgono la famiglia Bossi, il partito crolla al 4,1%. Nel 2013 Matteo Salvini prende le rendini del partito, trasformandolo da federalista nordista a nazional sovranista, rinominandolo semplicemente "Lega" (2017).
La svolta di Salvini porta il partito al 17,4% (2018) e poi al picco del 34,3% nei sondaggi estivi del 2018 (al governo con M5S). Alle europee del 2019 ottiene il 34,3%, primo partito in Italia. Salvini fa cadere il governo Conte I per avere pieni poteri senza i 5 Stelle, ma fallisce.
La Lega ha partecipato ai governi Berlusconi (in vari momenti dal 1994 al 2011), al governo Conte I con M5S (2018-2019, con Salvini come vicepremier e ministro dell'Interno), al governo Draghi (2021-2022). Dal 2022 è nella coalizione di governo con FdI e FI, con Salvini come vicepresidente del Consiglio e ministro delle Infrastrutture.
Salvini è stato a processo per il caso Open Arms (nave di migranti bloccata in mare nel 2019): il tribunale di Palermo lo ha assolto nel dicembre 2024. È stato anche rinviato a giudizio per il caso Gregoretti (2020), poi prosciolto.
Dopo il picco del 34,3% alle europee 2019, la Lega è in calo costante. Alle politiche 2022 ottiene l'8,8%, sorpassata da FdI. La creazione di Futuro Nazionale ha aumentato la crisi del partito, aumentando la pressione in un periodo già non roseo.