Il Movimento 5 Stelle nasce formalmente il 4 ottobre 2009, fondato dal comico Beppe Grillo e dal guru del web marketing Gianfranco Casaleggio. Il nome richiama cinque temi: acqua pubblica, ambiente, trasporti, connettività, sviluppo. Il simbolo è la V rovesciata (vaffanculo, dal "V-Day" del 2007) reinterpretata come tenda/fiamma.
Il M5S rompe con la tradizione dei partiti organizzati nel suo carattere anti-establishment: niente tessere, niente correnti, e una democrazia diretta via la piattaforma online Rousseau. Alle elezioni politiche del 2013 ottiene il 25,6%, risultato storico per un movimento al suo esordio parlamentare. Nel 2018 diventa il primo partito con il 32,7%.
Dopo il 2018, il M5S entra per la prima volta al governo con due coalizioni opposte: il Conte I (con la Lega, giugno 2018 - settembre 2019) e il Conte II (con il PD e altri, settembre 2019 - febbraio 2021). Ha poi sostenuto il governo Draghi (2021-2022) salvo una parte del gruppo parlamentare che si è opposta, portando alla caduta del governo.
La leadership è passata da Luigi Di Maio (capo politico 2017-2020) a Vito Crimi (reggente) a Giuseppe Conte (presidente dal 2021). Nel 2022 Di Maio esce dal M5S fondando Impegno Civico (poi sciolto). Alle politiche 2022 il M5S ottiene il 15,4%, terzo partito, e dal 2022 è all'opposizione.
La parabola del M5S è marcata: dal 25,6% (2013) al 32,7% (2018, picco) al 15,4% (2022) al risultato delle europee 2024 (9,9%). La perdita di consenso è attribuita all'incoerenza degli alleati di governo scelti, alla gestione della piattaforma Rousseau e alle scissioni interne. Il partito resta comunque la terza forza politica italiana.