Il Partito Democratico nasce il 14 ottobre 2007 dalla fusione di due tradizioni storiche della Prima Repubblica: i Democratici di Sinistra (erede del Partito Comunista Italiano tramite il PDS e i DS) e la Margherita (erede della Democrazia Cristiana di sinistra tramite il Partito Popolare Italiano). Il primo segretario è Walter Veltroni, che guida il partito alle elezioni del 2008 ottenendo il 33,2%.
La genealogia è doppia: da un lato il PCI di Togliatti e Berlinguer, partito comunista più grande dell'Occidente fuori dal governo (massimo storico: 34,4% nel 1976), dall'altro la DC di Aldo Moro. Questa doppia anima ha generato tensioni interne permanenti tra una componente più social-democratica e una più liberale.
Il PD ha portato al governo due Presidenti del Consiglio nella Seconda Repubblica: Enrico Letta (2013-2014) e Matteo Renzi (2014-2016), quest'ultimo arrivato alla guida del governo senza passare per le elezioni. Paolo Gentiloni ha concluso la legislatura (2016-2018). Il partito ha anche sostenuto i governi Prodi II (2006-2008) e Conte II (2019-2021) e Draghi (2021-2022).
Dal 2022 il PD è all'opposizione. Dopo la sconfitta elettorale (18,7%), Enrico Letta lascia e nel febbraio 2023 Elly Schlein vince le primarie, prima donna a guidare il partito. Schlein sposta il baricentro verso sinistra: welfare, diritti, ambiente, lavoro. Il partito recupera consensi, oscillando intorno al 22-24% nel 2024-2025.
Il PD ha avuto alti e bassi significativi. Il picco è il 40,8% alle europee del 2014 sotto Renzi, mentre il minimo è il 18,7% alle politiche del 2022. Il risultato delle europee 2024 (24,0%) ha segnato un rilancio sotto Schlein, che ha superato per la prima volta il 5 Stelle come forza dell'opposizione di sinistra.